Nel privè ....
Postato alle 09:38 di lunedì, 28 gennaio 2008
da: [CoolyNoody]

Serata noiosa...pochi clienti ... si beve una cosa ... attende ... e intanto inganna il tempo con una bottiglietta .

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Lavori in corso ... ( foto dal web )
Postato alle 09:06 di venerdì, 25 gennaio 2008
da: [CoolyNoody]
foto dal web
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Che coolo ...
Postato alle 17:12 di martedì, 22 gennaio 2008
da: [CoolyNoody]

Patrizia ci regala questa visione dal basso .... si starà mica scatenando la guerra dei cooly... tra lei e signora culo da favola .. è una bella lotta.

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Sei come la mia moto ...
Postato alle 07:41 di martedì, 22 gennaio 2008
da: [CoolyNoody]
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Paolo & Rebecca
Postato alle 15:03 di lunedì, 21 gennaio 2008
da: [CoolyNoody]

Una cara amica, Laura, ci regala questa storia scritta da lei, secondo me molto erotica e ben articolata ...commentate e fateci sapere le Vostre opinioni

 

Che poi lei era indecisa. Non sapeva o meno se continuare quella storia che le aveva regalato tanti bei momenti. Lui, eh lui, lui era il tipico ragazzo cresciuto per strada, cresciuto facendo mille lavoretti, mille espedienti che l’hanno portato ad essere quello che era nel momento in cui i loro occhi s’incrociarono per la prima volta su quella panchina. Una panchina della stazione, da Barletta a Bari, lei faceva spesso quella tratta, un po’ per studio, un po’ per lavoro, un po’ per semplice svago, spesso si recava in città. Paolo invece ci andava solo quando doveva, solo quando aveva qualche impegno improrogabile o semplicemente un appuntamento con qualche ragazza occasionale. In una fredda e piovosa mattina nel cuore dell’inverno, su quella panchina Rebecca leggeva un libro, era tutta immersa nella lettura quando sentì la puzza di fumo, la stessa puzza che spesso le faceva venire mal di testa, ma quella mattina era diverso.. quella mattina… quell’odore le sembrava il più gradevole al mondo, così alzò lo sguardo e i suoi occhi rimasero folgorati dalla figura di Paolo. Certo, lui era un tipo che non passava inosservato, intrigante, non bello, non palestrato ma aveva uno stile, un modo di fare, una postura che lo rendeva irresistibile agli occhi di Rebecca. Continuò ad osservarlo per un pò fino a che lui non sentì lo sguardo di lei, uno sguardo che pareva volesse scrutare nella sua anima. La notò. Lei sembrava uscita da un romanzo, uno di quei romanzi d’altri tempi, quelli in cui le dame portano abiti lunghi e capelli raccolti, e proprio questo colpì Paolo, quella bellezza non sfacciata, una bellezza per intenditori amava definirla. Ripensandoci nel corso del tempo entrambi ricordavano il loro primo incontro come una tempesta di mille emozioni, emozioni mai provate, indefinite e indefinibili. A Rebecca piaceva pensarci.. pensare a quei momenti a come tutto l’universo sembrava muoversi in loro favore. Il treno arrivò puntualissimo. Entrambi salirono tenendosi d’occhio, fino a che Paolo non decise di sedersi proprio al fianco di lei, voleva sentire il suo profumo, voleva provare ad avere un contatto con quella sconosciuta che gli aveva fatto venire la pelle d’oca al solo sguardo. Lui non era un tipo che s’imbarazzava facilmente, aveva sempre la battuta pronta, era sveglio e con le ragazze non aveva mai avuto problemi, piaceva, e questa consapevolezza lo rendeva sicuro di se. Ma non quel giorno, non con Rebecca, tanto che fu proprio lei a rompere il silenzio, con una frase impacciata e banale, voltandosi disse: “ahhh che brutto tempo!!!”. “Certo”- pensò – “una cosa meno cretina potevo provare a dirla” ed era sicura che con questa mossa falsa lui l’avesse direttamente scartata. Invece non fu così… lui iniziò a sciorinare una serie di problematiche che quel brutto tempo portava nella sua vita, come andare con un piede in una pozzanghera, o magari non avere l’ombrello al momento giusto e inzupparsi, o ancora più ridicolo, la possibilità anche se remota che una goccia d’acqua potesse cadere in un occhio e renderlo cieco. A questa affermazione entrambi iniziarono a ridere di gusto, e decisero di andare a bere un caffè assieme, una volta scesi dal treno. L’ora di viaggio passò tra una chiacchera e l’altra… e velocemente si trovarono a Bari. Nella stazione la gente pareva in preda a crisi isteriche… sembravano tanti burattini mossi dall’epilessia in persona, e a Rebecca questo creava disagio, le dava fastidio vedere persone agitate.. le mettevano ansia, era più forte di lei, e questo Paolo lo notò, notò il cambiamento della sua espressione. Lei prese il cellulare e chiamò una sua amica, una di quelle con le quali durante l’adolescenza si condivide tutto, quelle con qui si passano interminabili nottate a parlare di ragazzi a vedere film e a mangiare schifezze. La chiamò per chiederle se potevano rifugiarsi da lei per quel caffè. Giada abitava a Bari da un pò, dalla fine del liceo, da quando, appunto, si era iscritta all’università. Viveva in una casa con altre due ragazze, la sua stanza era piccola ma accogliente, piena di foto, era la sua passione fotografare e tappezzare le pareti di se stessa. Giada rispose al cellulare sussurrando, era in seduta d’esame, in attesa di sostenerlo e non poteva parlare troppo. Disse all’amica di andare lo stesso a casa, avrebbe trovato le sue coinquiline. Rebecca e Paolo si avviarono sotto la pioggia sperando in un caffè caldo. Arrivarono alla porta, aprì una biondina dai lineamenti delicati, aveva il volto stanco, probabilmente era stata disturbata dai due in un momento di studio matto e disperatissimo. Rebecca preparò il caffè… e lo portò nella stanza di Giada per offrirlo al suo nuovo amico. Lì iniziarono a conoscersi meglio. E velocemente si ritrovarono a baciarsi, quei baci desiderati dal primo incroci di sguardi. Erano baci intensi e lentamente si ritrovarono sdraiati sul letto. Le loro mani erano desiderose, volevano toccarsi, Rebecca prese la mano di Paolo e l’accostò al suo ventre, baciandolo prima sull’orecchio poi spostandosi verso il collo, e ansimante aspettava un movimento anche dal suo nuovo amico. La risposta di Paolo non tardò ad arrivare e iniziò a sbottonarle i pantaloni, era voglioso, lo si notava dal movimento incerto delle sue mani, la desiderava, desiderava scoprire il segreto di lei. Le tolse i pantaloni, e iniziò a baciarle i polpacci… le cosce, l’inguine, intanto con le mani le sfiorava il ventre e l’ombellico, fino all’attaccatura dei seni. A Rebecca sembrava che quel ragazzo la conoscesse da una vita, sapeva dove toccarla…, sapeva che sfiorandola dolcemente sotto il seno, accarezzando lentamente i lati del suo corpo l’eccitazione le saliva alle stelle. Così pian piano arrivò ai capezzoli…, li vedeva lì, rosa e turgidi come nessuna mai prima. Ci giocava, gli piaceva inumidirsi il dito con la saliva e sfiorarli, vedere quanto le piacesse, sentire la voglia sempre più pulsante nel corpo di lei. Rebecca in preda alla voglia prese il viso di Paolo tra le mani… e lo portò vicino alla sua bocca, voleva baciarlo, voleva sentire il suo sapore, il sapore di uno sconosciuto che lentamente si stava avventurando sul suo corpo. Quelli sembravano attimi eterni! Momenti di passione pura. Con quel bacio trovarono la chiave d’accesso ognuno per il corpo e l’anima dell’altro. Con uno scatto pregno di voglia il ragazzo spostò gli slip di lei… e iniziò prima a sfiorarle lentamente con la mano il segreto, pregno, ormai della sua voglia, poi si avvicinò con la bocca, guardandola dolcemente negli occhi…, e finalmente la vide…, vide quanto desiderio avesse lei di sentire la passione del suo corpo. Così sempre molto lentamente prese tra le labbra i suoi slip ricamati.. e accompagnandoli li fece scivolare via. Ora il corpo di quella ragazza appena conosciuta gli si svelava completamente vivo, e pulsante davanti agli occhi.. era nuda, senza veli.. ma non solo fisicamente.. anche la sua anima era priva di maschere. Lei sapeva di non essere mai stata così con nessuno, e non si rendeva conto di come uno sconosciuto potesse trasformarla in quel modo. Tutti i pensieri più o meno paranoici che le passavano per la testa furono scacciati via.. nel momento in cui lui iniziò a leccarla con forza, passione e dolcezza, dove lei sentiva il desiderio pulsare. Giocava, giocava con il suo corpo, con il suo desiderio… lo faceva con passione, lei lo sentiva, e questo le provocava un’eccitazione ancora maggiore. Quando stava per raggiungere l’apice del piacere, lui iniziò muoversi in modo diverso, si era accorto del momento che stava per vivere lei, e voleva che quel piacere fosse più intenso, più desiderato, e decise di farla aspettare ancora un pò!!! Quando si rese conto che quel gioco le aveva completamente fatto perdere la testa… decise che era il momento giusto ed entrò dentro di lei… con forza e desiderio. Rebecca iniziò a gemere dolcemente di piacere…, e questo lo eccitava ancora di più, sentire il piacere di lei… il piacere delicato e prepotente lo disarmava, anche lui ormai perso nei meandri del desiderio!! Con movimenti dolci, teneri e decisi lei provò l’apice della passione per due volte consecutive, era esausta ma pregna di piacere… e desiderio! Dolcemente spostò il corpo di Paolo dal suo…e iniziò a leccarlo…, iniziò a leccare prima il suo petto… e decise anche lei di giocare un po’ con i piccoli capezzoli maschili… le piaceva questo gioco, era un po’ come un rovesciare le parti… le sembrava, vedendolo ansimare di piacere, che ora fosse lui ad aver perso il controllo… e solo questo pensiero la rendeva ancora più vogliosa e desiderosa di lui! Scese lentamente giù per il suo corpo.. e iniziò a toccargli il membro umido… e con la bocca scese verso l’inguine, e i testicoli… per piano piano poi risalire lungo tutta la lunghezza del suo piacere. Leccava, voleva farlo, le piaceva sapere di regalargli un piacere intenso.. le provocava ansimi di voglia…!! Prima lentamente, poi sempre più veloce la sua bocca si riempiva di lui… per poi iniziare a succhiare le diverse parti della sua voglia. Scese dolcemente con il viso verso il punto di unione tra i suoi testicoli e il resto del corpo, le piaceva leccare, toccare quel punto, le sembrava che regalasse al suo lui attimi di intenso desiderio…, intanto con le mani lo esplorava sempre di più. Sentì gemere di piacere quel ragazzo appena conosciuto, e vide il suo piacere volare…!! Salì verso il suo viso, e iniziarono a baciarsi… dolcemente…!! Nei loro sguardi c’era intesa.., c’era amore, lo si vedeva, lo si respirava nell’aria…!! Decisero di fare la doccia assieme.. presero asciugamani e sapone e si avviarono verso il bagno. Lì non fecero l’amore, no, si toccavano, si lavavano dolcemente si accarezzavano.. e giocavano con i loro corpi. Usciti dalla doccia Paolo, guardò l’orologio, era tardi…, doveva andare, ma non voleva, voleva che quegli attimi con la sua Rebby fossero durati in eterno. Così le propose un appuntamento… per il giorno dopo sempre su quella panchina. Andarono avanti così per circa due mesi, per due mesi due semisconosciuti s’incontravano, si desideravano, si amavano..!! Ora lei si sentiva arrivata ad un bivio, voleva che il corpo e l’anima di quel ragazzo diventassero suoi…!! Era indecisa. Non sapeva o meno se continuare quella storia che le aveva regalato tanti bei momenti di puro piacere!



Laura

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Relax .. (foto dal web)
Postato alle 09:36 di lunedì, 21 gennaio 2008
da: [CoolyNoody]

Foto dal web

pic32391

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Signora "culo da favola"
Postato alle 16:59 di venerdì, 18 gennaio 2008
da: [CoolyNoody]

Chiamiamola così dato che vuole restare nell'anonimato .... però ..complimentissimi !!!

10043-050601
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Depilata è meglio ...
Postato alle 16:51 di venerdì, 18 gennaio 2008
da: [CoolyNoody]

Per la serie giochetti erotici da fare assieme... 

k

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Dedico una canzone a WhitePanther
Postato alle 11:30 di venerdì, 18 gennaio 2008
da: [CoolyNoody]

in puro stile Cooly Noody ... Non riesco ad egualiare l'eleganza del tuo blog e chiedo perdono x questo ..ma quel che conta è il pensiero ... CN

Filmato dal WEB

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Sport invernali ( foto dal web )
Postato alle 07:25 di venerdì, 18 gennaio 2008
da: [CoolyNoody]

Foto dal WEB

pic00292

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